E' un po' che non se ne parla...

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Filarete
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Iscritto il: giovedì 10 ottobre 2019, 12:18

Re: E' un po' che non se ne parla...

#11

Messaggio da Filarete »

Da qualche anno a questa parte mi diverto tutti i mesi di dicembre a comprare Ruoteclassiche per osservare nella sezione "quotazioni" se ci sono degli scostamenti notevoli e se sì su quali vetture.
Non per fare un'analisi dettagliata ma per avere un' idea generale di come si muove il mercato delle auto storiche.

Sono giunto a questa conclusione.

Da sempre la maggior parte delle macchine prese in esame da me leggendo la rivista hanno avuto un incremento di quotazione costante.
Da sempre. Fino allo scorso anno.
Quest'anno devo constatare che il mercato (secondo Ruoteclassiche) si è letteralmente inchiodato. Ripeto inchiodato.
Quasi tutte le vetture hanno la stessa quotazione di dodici mesi fa. Alcune anche qualche punto percentuale di meno.
Cosa mai successa prima. Almeno dalla famosa crisi fine anni ottanta primissimi anni novanta.
Anche marchi blasonati (tipo Ferrari) non sfuggono a questa constatazione se si escludono modelli prestigiosi (non proprio per amatore) come la F50 che ha avuto un incremento del 20% Caso quasi unico in tante pagine della rivista.
Anche l'Alfa non sfugge a questa tendenza di mercato se si escludono alcuni tipi di Giulietta spider che hanno avuto un incremento tutte le altre sono rimaste al palo o con un piccolo decremento.
Spicca lo scivolone della 2600 SZ che a dic. 2024 era quotata, se da concorso, 315000 euro ed ora potrebbe passare di mano, secondo il giornale a 225000!!!
Anche la mitica Montreal, la SZ la RZ cominciano a calare. Tutte e tre di circa il 6/7%

Fini ad ora ho fatto il cronista.
Adesso faccio alcune opinabilissime considerazioni. Parlo in generale...

Generalmente si comprano i modelli delle auto (che nel frattempo sono diventate storiche) identiche a quelle che da giovani si sognavano e che quasi sempre non ci si poteva permettere di avere in garage.

Quindi, a spanne, si acquistano auto d'epoca di circa 30/35 anni prima e più o meno chi compra (nella maggior parte dei casi) è un uomo economicamente arrivato... diciamo sui 45/50 anni.

Basta fare due conti e si capisce che l'interesse per la Montreal, l'SZ e la RZ comincia a scemare...a fronte di un interesse maggiore per le auto più recenti.
Faccio un esempio...io non avrei mai comprato una 1900...non l'avevo mai vista dal vero prima di andare alla Fiera di Padova. (Da adulto).

Ma attualmente c'e un problema in più. Anzi due.
Il primo. E' innegabile che come popolo ci stiamo impoverendo (parlo in generale, ovviamente) quindi prima di comprare un'auto storica ci si pensa più volte.
Riusciranno i compratori stranieri ad equilibrare la situazione?
Sinceramente non so rispondere .
Il secondo. Alle nuove generazioni (e qui mi riferisco a tutte a livello mondiale) delle auto gli interessa ben poco. E' un mezzo di locomozione e basta... figuriamoci di quelle storiche.

Quindi...meno acquirenti...il prezzo tende a scendere.

Scoppierà la bolla come dice qualche menagramo e si troveranno auto a metà prezzo? Non credo. Sono convinto però che gli incrementi degli ultimi 20 anni ce li dobbiamo scordare...e fare i conti anche con qualche deprezzamento di alcuni modelli.
"All' Alfa sanno fare i guanti alle mosche". E. Ferrari
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JohnnyBravo
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Iscritto il: mercoledì 9 ottobre 2019, 22:50

Re: E' un po' che non se ne parla...

#12

Messaggio da JohnnyBravo »

Sono d'accordo, a parte i grandi collezionisti, noi comuni mortali tendiamo a preferire le auto della nostra "infanzia".
Si spiega così l'ascesa delle youngtimer nella preferenza dei più giovani.
La vita è un viaggio, e allora perché non farlo in prima classe?
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Adriano
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Iscritto il: mercoledì 9 ottobre 2019, 13:29

Re: E' un po' che non se ne parla...

#13

Messaggio da Adriano »

Le analisi di mercato di Francesco sono sempre acute e questo penso che lo abbiamo capito da parecchi anni.

Di sicuro c’è un motivo legato alla giovinezza ma è abbastanza vario, le categorie sono numerose, quella classica è la macchina che si sognava e che non si poteva avere. Penso che sia la categoria più frequente. Segue la macchina di famiglia o paterna. Ma siamo li, sempre alla ricerca del passato.

Nel mio caso è stato semplicemente un clone della macchina che avevo avuto a 21 anni e che mi era rimasta stampata nel cervello, perché era stato un evento assolutamente fulminante, per quanto ampiamente annunciato e atteso. Ma un conto è prevedere, un altro sedersi e girare la chiavetta.

Quel momento non me lo scordo più. Ricordo i minimi particolari di quel pomeriggio di novembre, mio padre che mi accompagna, il traffico sulla Nomentana che pareva di non arrivare mai, vedere il GT acquattato, salire, sentire l’odore, mettere in moto, avviarmi all’uscita, affrontare il traffico da solo, con mille paure.

Aggiungerei un’altra categoria: le macchine che ti piacevano già allora e e hanno continuato a piacerti anche dopo. Per me le spider inglesi. Ancora ci penso, a questa età. Conosco uno che ultraottantenne si è comprato finalmente una bellissima MG che aveva avuto da giovane. Ogni tanto lo vedo passare, soddisfattissimo.

Se si ha una vita lunga si fa in tempo a costruire un’ulteriore categoria. Quella della macchina finalmente comprata a 50 anni, la botta da matti (ma se non ora quando?) che si continua a rimpiangere per sempre. Ma forse non si rimpiange lei ma quei cinquant’anni, l’ultima età d’oro della vita. Quella SLK continuo a sognarmela ma è ormai chiaro che non sogno più lei ma il tempo, il me di allora.

Ecco ho categorizzato, partendo dalla mia esperienza, il che può essere discutibile e certamente niente affatto universale ma la storia è fatta di mattoni e ognuno porta il suo. Se non fosse ammissibile scomparirebbe la memorialistica, categoria della storia che ho sempre ritenuto fondamentale e mi ha sempre attratto perché, anche attraverso l’esperienza di un solo uomo, si può arrivare a capire a fondo un’epoca, sempre che l’analisi sia accurata.
“Certe volte mi chiedo che cosa stiamo aspettando” Silenzio “Che sia troppo tardi, Madame”
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